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4 novembre 2022

Giornata dell’Unità nazionale e delle Forze Armate

Ogni anno, il 4 novembre, in occasione della Giornata della VITTORIA, dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate, una corona d’alloro viene posta davanti alla tomba in cui un secolo fa vennero deposti i miseri resti di un soldato non più identificabile: il Milite Ignoto.

La sua salma fu scelta nel 1921 tra quelle di soldati senza nome, provenienti dai luoghi dei combattimenti più cruenti della I guerra mondiale

  • le Dolomiti, 
  • l’altopiano di Asiago, 
  • il Monte Grappa,  
  • il basso Piave, 
  • il basso Isonzo, 
  • Gorizia, 
  • il Monte S. Michele 
  • il Carso. 

Il compito della scelta della bara fu affidato a Maria Bergamas, madre di Antonio, morto in combattimento sull’altopiano di Asiago, dove il suo corpo era rimasto disperso.

Il 28 ottobre 1921 Maria, durante la cerimonia di selezione del feretro che sarebbe stato traslato fino a Roma, all’altare della Patria, sopraffatta dal dolore, si posò sulla decima bara, mentre i dieci restanti corpi furono sepolti nel cimitero di Aquileia, dove dal 1953 riposa anche lei, divenuta da allora la madre simbolo di tutti i militi ignoti caduti in guerra.


Antonio Bergamas aveva 25 anni, quando cadde sotto i colpi dell’artiglieria austriaca.

Questa fu la lettera che scrisse alla madre prima di partire per la guerra:

 

“Domani partirò per chissà dove, quasi certo per andare alla morte. Quando tu riceverai questa mia, io non ci sarò più. Forse tu non comprenderai questo, non potrai capire come, non essendo io costretto, sia andato a morire sui campi di battaglia… Perdonami dell’immenso dolore ch’io ti reco e di quello ch’io reco al padre mio e a mia sorella, ma, credilo, mi riesce mille volte più dolce il morire in faccia al mio paese natale, al mare nostro, per la Patria mia naturale, che il morire laggiù nei campi ghiacciati della Galizia o in quelli sassosi della Serbia, per una Patria che non era la mia e che io odiavo. Addio mia mamma amata, addio mia sorella cara, addio padre mio. Se muoio, muoio coi vostri nomi amatissimi sulle labbra, davanti al nostro Carso selvaggio”.

 

La storia di Antonio e di sua madre Maria, che è la storia della nostra patria unita, non può non farci pensare ai nostri fratelli ucraini che oggi combattono per la loro unità nazionale, in difesa della libertà della loro patria.

A loro va il nostro pensiero, che esprimiamo con i versi di un diplomatico e poeta sud-americano, Jorge Carrera Andrade

 

Verrà un giorno

Verrà un giorno più puro degli altri:
scoppierà la pace sulla terra
come un sole di cristallo.
Una luce nuova
avvolgerà le cose.
Gli uomini canteranno per le strade
ormai liberi dalla morte menzognera.
Il frumento crescerà sui resti
delle armi distrutte
e nessuno verserà
il sangue del fratello.
Il mondo apparterrà alle fonti
e alle spighe che imporranno il loro impero
di abbondanza e freschezza senza frontiere.

 

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