In vista un nuovo evento per dire basta alla violenza nelle scuole e tra i giovani: il Liceo “C. Colombo” di Marigliano accoglie l’invito dalla Città metropolitana di Torino durante il convegno “Passa la palla! Cura delle relazioni e delle reti sociali”. Presente anche il ministro dell’istruzione Lucia Azzolina nella Giornata Nazionale contro il bullismo.

Si è tenuto il 7 febbraio 2020 il convegno “Passa la palla! Cura delle relazioni e delle reti sociali”, in occasione della Giornata Nazionale contro il bullismo. Il dirigente scolastico Nicoletta Albano del Liceo “C. Colombo” di Marigliano ha mostrato fin da subito grande interesse, aderendo all’iniziativa con una rappresentanza di docenti, tra cui i professori Annamaria Russo, Antonio Caccavale e Giuseppe Monda, giunti per l’occasione nella città della Mole. Il gesto non è passato inosservato ed è stato premiato quale sigillo di un ideale accordo con la Città di Torino, affinché possa crearsi e rinvigorirsi negli anni un network che includa tutte le scuole italiane.

Il convegno è stato promosso dalla Città metropolitana di Torino e dall’Associazione Social for Inclusion, di cui fa parte Rosalba Morese, docente universitario della Svizzera italiana di Lugano, che in prima linea si è occupata di diffondere l’evento da nord a sud, su tutto il territorio nazionale. Numerosi gli enti scolastici, le associazioni e le università coinvolte nell’iniziativa a dimostrazione del fatto che il bullismo e il cyber bullismo sono fenomeni da contrastare con forza. I giovani hanno bisogno di esempi e guide da seguire e la scuola negli anni ha sempre manifestato il proprio impegno nel combattere e arginare fenomeni di violenza per poter vivere in un ambiente sano e pacifico, all’insegna della correttezza e della giustizia.

Forte è l’intervento del ministro dell’istruzione Lucia Azzolina, che confida di essere stata vittima di attacchi violenti dal mondo della scuola. «Molti ragazzi, a volte anche adulti, pensano che queste possano essere considerate delle “bravate”. No, assolutamente! Noi sappiamo benissimo che non è così e lo sappiamo perché a causa di certe “bravate” alcuni giovani si sono tolti la vita per la vergogna di essere stati bullizzati, altri tutt’oggi non hanno il coraggio di uscire di casa. È evidente che non possiamo essere indifferenti. Tantomeno può esserlo un ministro dell’istruzione, tantomeno può esserlo la scuola. La scuola non potrà mai essere indifferente a tutto ciò. Per questo io oggi ho voluto essere qui a ribadire che il sistema educativo è presente su questi temi ed è sempre dalla parte dei ragazzi, delle famiglie, dell’alleanza educativa che deve esserci nelle nostre istituzioni scolastiche, perché ne abbiamo assolutamente bisogno tutti».

L’allarme risuona ovunque, è sempre più forte, e con esso cresce la consapevolezza di non poter rimanere inermi di fronte a un pericolo, un mostro che ha un volto e un nome. Il bullismo in tutte le sue forme deve essere evitato e bloccato sul nascere. Parlare è sempre più facile dell’agire, questo è indubbio, ma non parlarne affatto non fa altro che potenziare il nemico che si nutre della paura, del silenzio, che vince ogni volta che gli occhi dell’altro si abbassano con fare di sottomissione. Allora, è giusto parlarne, ancor più giusto farlo con atti di sensibilizzazione: in tutta Italia le scuole nella giornata contro il bullismo hanno fatto sentire la propria voce con convegni, eventi, flash mob e tanti altri progetti, a testa alta, con grinta ed entusiasmo, perché è necessario diffondere sani valori tra gli uomini del domani. La scuola è il fulcro dell’aggregazione, il cardine intorno al quale ruota il destino di milioni e milioni di giovani che da essa devono trarre insegnamenti morali e sociali in primis, oltre che strettamente didattici. La forza di una scuola emerge da questi gesti, piccoli o grandi che siano.

 

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